Rinnovando il sito, rivedendo i testi e ‘scartabellando’ nel computer mi sono resa conto di avere provato un sacco di ricette mai pubblicate, di cui spero di ricordare il procedimento. Con colpevole ritardo pubblico questa, ancora una volta una preparazione di recupero, semplice e poco impegnativa e decisamente poco costosa.
Sicuramente dalle feste (fate conto che l’abbia pubblicata a gennaio :), avrete degli avanzi di zampone, cotechini e similari, quei due spinaci in padella che nessuno ha più mangiato e i famosi cucchiai di puré di patate che bisogna far fuori prima che diventi rancido. Perfetto, avete già tutto. Vi serve solo un rotolo di pasta sfoglia, della carta da forno e una cocotte; la mia è francese ed è di un misura medio piccola diciamo per quattro/sei persone.
Sappiate che si tratta di un esperimento, che io sono tutt’altro che una cuoca provetta e che cucino a sentimento. E infatti, in questa ricetta ho fatto un sacco di errori, ma ve li dico strada facendo.
Accendete il forno, tanto per iniziare.
Cominciate col ricoprire la vostra carta da forno preventivamente inumidita con la pasta sfoglia (eviterei di usare quella della confezione), tenendo conto delle dimensioni della vostra cocotte – 1° errore mio.
Foderate l’interno della cocotte con la pasta sfoglia che deve sbordare per permetterne la chiusura sopra il ripieno.
Adesso comincia il bello ed è subito il mio 2° errore: iniziate dal puré a stendere il ripieno, a seguire il cotechino o zampone che sia sbriciolato, per ultimo lo strato di spinaci. Ho messo alla base lo zampone ma non è stata una scelta accorta perché rilascia sempre un po’ di grasso, che può essere invece gustoso sul puré.
Richiudete la vostra pasta sfoglia, decoratela se siete brave; io ne avevo talmente tanta di avanzo che ho addirittura fatto un nodo…
Infornate e una volta che la pasta sfoglia è cotta, il vostro sformato è pronto. Io lo uso spesso per accompagnare un aperitivo senza servire sempre le solite cose. Mi sono attrezzata con cocotte più piccole, anche in ghisa, in modo che lo sformato possa essere servito in monoprozione per una cena.
I simboli che trovate alla fine di ogni ricetta: sale e pepe rappresentano la difficoltà, la clessidra il tempo richiesto per la preparazione e il salvadanaio indica il costo degli ingredienti.